Lucia Baldini

Senegal Frammenti

Questo non è un libro sul viaggio, ma è un libro sugli incontri e di come fili nati per obiettivi diversi si trovino a tessere utopie, comunità, condivisioni e azioni concrete.

Ci sono voci e sguardi di donne che si attivano mosse da un’idea di mondo complesso ma uguale.

Si guarda al Senegal e a una piccola area, dove negli ultimi decenni in modo visionario e pioneristico si è immaginato e poi realizzato un luogo che, basandosi sulla cultura, costruisce comunità, emancipazione, relazione e confronto.

Ci sono i racconti di Stefania Scuppa che da decenni si occupa di intercultura, educazione e si inventa modalità per dare potenzialità a progetti che ricadono sul territorio senegalese che altrimenti non accadrebbero, c’è la voce di Sonia Antinori, drammaturga, attrice, creatrice di progetti caleidoscopici, Mamby Mawine co-fondatrice, con Alessandro Fanni dell’Associazione Djarama a Toubab Djalaw, che porta in giro per il mondo il suo teatro che parla di bambini ultimi e del loro possibile riscatto, Germaine Agogny, coreografa senegalese vincitrice del Leone d’oro alla carriera per la Biennale Danza di Venezia, che con Helmuth Vogt ha co-creato un luogo dove natura, danza contemporaneo, scambio e crescita costituisce un punto di riferimento internazionale. Lucia Baldini ha costruito una narrazione visiva di un luogo che è in veloce trasformazione e ha fermato un attimo di storia di uomini e donne che forse a breve non sarà più.

Questo progetto e questo libro vuole sostenere il percorso scolastico di Adou in Senegal in modo da potergli garantire strumenti per poi diventare un uomo consapevole. Abbiamo già iniziato a prenderci responsabilità di lui e con una parte degli incassi della vendita del libro ed altre iniziative parallele, continuremo a farlo. Siamo gocce nell’oceano ma almeno gocce.

 Questo non è un libro sul viaggio, ma è un libro sugli incontri e su come fili nati per obiettivi diversi si trovino a tessere utopie, comunità, condivisioni e azioni concrete.

Ci sono voci e sguardi di donne che si attivano mosse da un’idea di mondo complesso ma uguale.

Si guarda al Senegal e a una piccola area, dove negli ultimi decenni in modo visionario e pioneristico si è immaginato e poi realizzato un luogo che, basandosi sulla cultura, costruisce comunità, emancipazione, relazione e confronto.

Ci sono i racconti di Stefania Scuppa che da decenni si occupa di intercultura, educazione e si inventa modalità per dare potenzialità a progetti che ricadono sul territorio senegalese che altrimenti non accadrebbero, c’è la voce di Sonia Antinori, drammaturga, attrice, creatrice di progetti caleidoscopici, Mamby Mawine co-fondatrice, con Alessandro Fanni dell’Associazione Djarama a Toubab Dialaw, che porta in giro per il mondo il suo teatro che parla di bambini ultimi e del loro possibile riscatto, Germaine Acogny, coreografa senegalese vincitrice del Leone d’oro alla carriera alla Biennale Danza di Venezia 2021, che con Helmut Vogt ha co-creato uno spazio che, attraverso natura, danza contemporaneo, scambio e crescita, costituisce un punto di riferimento internazionale. Lucia Baldini ha fermato un attimo di storia di uomini e donne, costruendo la narrazione visiva di un luogo in veloce trasformazione e che forse a breve non sarà più.

Questo progetto e questo libro vogliono sostenere il percorso scolastico di Adou, un bambino senegalese, in modo da potergli garantire strumenti per poi diventare un uomo consapevole. Abbiamo già iniziato a prenderci responsabilità di lui e con una parte degli incassi della vendita del libro ed altre iniziative parallele, continueremo a farlo. Siamo gocce nell’oceano ma almeno possiamo essere tante gocce.

Odoya Edizioni