E poi?
di Ascanio Celestini
prefazione al libro Resistenti. Leva militare ‘926
Leggo il testo di Roberta Biagiarelli e Francesco Niccolini e poi mi capita che parto per l’Umbria dove faccio il mio spettacolo sul manicomio e poi a Perugia parcheggio in un parcheggio che si chiama Parcheggio Partigiani che si chiama così perché sta vicino a Piazza Partigiani ma io penso che sembra che in questo posto ci parcheggiano i partigiani e tutti gli anni per il 25 aprile li tirano fuori per portarli in giro nelle scuole e in televisione e nelle interviste sui giornali per fargli raccontare di quanto erano bravi loro a liberare l’Italia dai tedeschi e dai fascisti e poi il 26 aprile li rimettono al Parcheggio Partigiani fino al prossimo anno e allora mi viene da pensare che i tedeschi e i fascisti hanno proprio vinto la guerra perché per tutto il resto dell’anno ci stanno i figli e i nipoti dei fascisti e gli amici dei fascisti e certe volte i fascisti stessi in persona a comandare in questo nostro paese che si ricorda di essere antifascista solo un giorno all’anno e tutto il resto dell’anno uno se ne può pure andare in giro a fare il saluto fascista per la strada e dentro agli stadi di calcio in diretta televisiva che tanto non gli dicono niente pure se sessanta anni fa ci avevano detto che era un reato fare quel gesto da deficienti e poi sempre in Umbria in un paese che si chiama Gualdo Tadino ci incontro un prete che prima dello spettacolo vede che sulla mia maglietta ci sta scritto Bella Ciao e mi dice che «mica sarai comunista?» e io gli dico che «mica è un reato essere comunista» e poi che c’entra la maglietta? Bella Ciao è il nome del festival che organizzo nella mia borgata in periferia di Roma e questo è pure il nome di una bella canzone popolare che certe volte viene cantata come canto di lavoro delle mondine che vanno a lavorare tra mosche e zanzare e poi è anche un canto partigiano dove non si dice mai la parola Comunista e neppure Compagno perché i partigiani non erano solo compagni comunisti e poi mi accorgo che questo prete umbro ci ha il doppio degli anni miei ma forse non sono abbastanza per fargli ricordare la guerra e il fascismo e poi penso che essere comunista non è un reato e pure essere prete non è reato e pure dimenticarsi non è reato ma è sicuramente più grave che essere prete e comunista e poi se l’ha dimenticata lui figuriamoci quelli che ci hanno l’età mia...
e poi penso che adesso è facile dimenticarsi perché mo’ ci stanno pure quelli che prima erano comunisti
e poi si sono dimenticati
e poi sono diventati intellettuali-comunisti
e poi solamente-intellettuali
e poi intellettuali-opinionisti
e poi solamente-opinionisti
e poi si sono messi a dire del sangue dei vinti
e poi hanno detto che Benito Mussolini era un grande statista
e poi che nei campi di sterminio ci sterminavano i pidocchi
e poi sembra che Hitler era solo un disinfestatore, uno che gli piaceva l’igiene, una specie di Omino Bianco quello della polverina sbiancante per la lavatrice e poi quel pelato di Mussolini allora chi era? Era Mastro Lindo?
poi chissà che altro si inventano...
e noi sognavamo che l’immaginazione andava al potere e l’immaginazione ci è andata al potere e ci è andata insieme a un altro pelato con la ricrescita finta che dopo sessanta anni si rimette a fare le grandi opere con i ponti e i treni veloci proprio come quell’altro pelato di Mussolini che faceva la bonifica dell’agro Pontino e poi sessanta anni fa è andata male, figuriamoci come andrà adesso...
e allora penso che ‘sto spettacolo di Roberta Biagiarelli forse ci serve proprio per stare attenti a non farci buggerare un’altra volta come quella volta lì.