Più che un reportage, è un viaggio: attraverso i luoghi, la storia, i personaggi, le atmosfere del tango argentino in Italia. E come ogni viaggio, è una ricerca: sei mesi trascorsi da un capo all'altro dell'Italia, rincorrendo gli eventi, le notti, i pensieri dei protagonisti di un fenomeno che, dopo dieci anni di inalterata magia, ha ormai scavalcato i termini del ritorno e della moda per diventare qualcosa di ben più profondo.

Una fotografa e una giornalista compagne di viaggio in un'avventura delicata e sorprendente: quella regalata dalle voci di quanti sono stati toccati, travolti, accarezzati dalle emozioni del sentimento che si balla. anime altrove
Come uno specchio della società, tenera e contraddittoria, che vive sulla soglia delle milongas.

Quarta di copertina

Abbiamo aspettato cent’anni e finalmente eccolo qui: il Tango, è tornato a casa. Dalle Ande agli Appennini questa volta, e senza valigia di cartone, ma viaggiando in business class, come un signore.
Nelle nostre belle città italiane, promosse a succursali transplatine del lejano Buenos Aires, ci si abbraccia con l’entusiasmo e la perizia dei porteños; in difetto di stamberghe, ci si adatta a ballare in palazzi sul Canal Grande e in conventi cinquecenteschi; ci sono compadritos che girano in bicicletta, e irreprensibili cittadini che si stringono in coppia per camminare insieme lungo una vita concentrata in tre minuti. Il Tango è davvero dappertutto.
Lucia Baldini non si è fatta cogliere di sorpresa da questo ritorno in pompa: se già otto anni fa era stata la prima fotografa italiana a dedicare un intero libro al Tango (Giorni di Tango), con Anime altrove realizza un capolavoro di immaginazione poetica. In un gioco di rimandi con i delicati ritratti in punta di penna di Michela Fregona, Lucia fotografa gli atti di pubblica intimità di questi nostri artisti dell’abbraccio. L’Argentina sarà anche lontana, ma il Tango è tutto qui, in questi due corpi uniti che non vogliono rimanere soli, che si difendono dai venti di guerra, dalla miseria e dal dolore, dall’impotenza a cambiare il proprio destino. A guardare bene, il Tango non era mai andato via.