EXIBITION – La Danza con Carla Fracci

Carla Fracci "Isadora Duncan"
Carla Fracci - "Giorni Felici" con Misha van Hoecke
Carla Fracci - Biennale danza Venezia - direttrice artistica Carolyn Carlson
Carla Fracci e Beppe Menegatti - prove de l'Amleto
Carla Fracci Misha van Hoecke "Giorni Felici"
Carla Fracci
Carla Fracci "Filumena Marturano"
Carla Fracci e Rita Levi Montalcini
Carla Fracci e George Iancu "l'apres midi d'un faune"
Carla Fracci
Carla Fracci e George Iancu "l'apres midi d'un faune"
Carla Fracci "cartoline Romane" omaggio a Fellini
Carla Fracci e Massimo Murru "Cherì"
Carla Fracci
Carla Fracci - "Giorni Felici" con Misha van Hoecke
Carla Fracci, Paganini e Straccamore "cartoline Romane" omaggio a Fellini
Carla Fracci Alessandro Riga "Amleto"
Carla Fracci Mario Marozzi "il principe Amleto" prove
Maestro Beppe Menegatti, la signora Carla Fracci e Lucia Baldini

copertina libro carla fracci di lucia baldini  

Prossima mostre:

dal 12 al 28 maggio 2017 Sacile (PN)

dal 16 giugno 2017 Chiavenna (SO)

Ho lavorato con Carla Fracci dal 1996 al 2007. Un periodo intenso, creativo, appagamnete e soprattutto emozionante per il confronto con la Donna Carla che rendeva sublime l’Interprete Carla Fracci. “Un incontro che è come un castello di destini e di sguardi incrociati. Vi confluiscono molte storie: di artisti, di spettatori, di teatri. Ma soprattutto è la storia di una ballerina, Carla Fracci, tra le più grandi del Novecento, seguita nelle tappe dell’ultimo decennio da una fotografa artista, Lucia Baldini, che è a sua volta un caso raro. Perché sono pochi i fotografi che riescono a tradurre in immagini la danza senza pietrificarla, e cogliendone invece il mistero. Lucia Baldini arriva con l’obiettivo foto

grafico al cuore della scena che accade davanti a lei. Ha confessato una volta che a guidarla non è la plasticità dei corpi, o la geometria che essi creano nello spazio, o l’espressione dei volti, ma la musica. È la musica a stabilire la frazione di tempo più propizia allo scatto. In tal modo l’immagine che noi vediamo non giunge come qualcosa di esterno, ma germina dalla medesima necessità espressiva che determina la rappresentazione. E tuttavia tutto questo non sarebbe possibile senza una intesa straordinaria tra chi guarda e chi è guardato. Alla metà degli anni Novanta, che è più o meno il tempo in cui questo libro ha cominciato a farsi, l’avventura che qui si racconta era tutt’altro che prevedibile. Carla Fracci, già da lungo tempo ai massimi livelli internazionali, così come hanno fatto in passato altre grandi ballerine, avrebbe potuto scegliere uno o due ruoli dei suoi più significativi e continuare a danzare solo in quelli, fin tanto che fosse stata per il pubblico un emblema riconoscibile. Ma la grande ballerina classica, l’interprete che per tanti si identifica con la Giulietta e la Giselle della loro vita, non ha voluto trasformarsi nell’icona di se stessa e si è posta un traguardo diverso. Che poi, a ben vedere, non è tanto un traguardo, quanto piuttosto un modo d’essere, la fedeltà a uno stile, l’obbedienza alla regola di mettersi ogni giorno in discussione alla sbarra e sulle tavole del palcoscenico. Ma è anche questa una circostanza che rende esaltante l’esperienza di Carla Fracci, che nella sua mai appagata ansia di ricerca ha sempre attinto in profondità, come ancora farà in futuro, all’inesauribile fonte dell’Essere donna. È bello scoprire, con Lucia Baldini, come la fotografia, oggi così propensa a pubblicizzare i fasti dell’apparenza più che a rappresentare l’essere, in realtà non abbia perso la capacità di cogliere immagini della vita interiore. Forse all’origine di tutto c’è lo stesso atteggiamento amoroso che ha accompagnato Carla Fracci nella sua lunga carriera.” (Enrico Gatta)

Video inaugurazione mostra Sacile PN

https://www.facebook.com/SacileAltolivenzaTurismo/videos/12273730073 85269/?pnref=story

beppe menegatt carla fracci lucia baldini foto riccardo p